CLICCARE
SU: Presentazione video Umili
davanti a Dio
|
Mercoledì
delle Ceneri

25
febbraio (celebrazione mobile)
|
Il
mercoledì delle Ceneri, la cui liturgia è marcata storicamente
dall’inizio della penitenza pubblica, che aveva luogo in questo
giorno, e dall’intensificazione dell’istruzione dei
catecumeni, che dovevano essere battezzati durante la Veglia
pasquale, apre ora il tempo salutare della Quaresima.
Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di
conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra
Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa
sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in
risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze
hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta
in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico
Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino
spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il
nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un
sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo
Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri,
così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma
ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi
celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i
nostri corpi saranno trasformati come il suo.
Il rinnovamento pasquale è proclamato per tutta l’umanità dai
credenti in Gesù Cristo, che, seguendo l’esempio del divino
Maestro, praticano il digiuno dai beni e dalle seduzioni del
mondo, che il Maligno ci presenta per farci cadere in tentazione.
La riduzione del nutrimento del corpo è un segno eloquente della
disponibilità del cristiano all’azione dello Spirito Santo e
della nostra solidarietà con coloro che aspettano nella povertà
la celebrazione dell’eterno e definitivo banchetto pasquale. Così
dunque la rinuncia ad altri piaceri e soddisfazioni legittime
completerà il quadro richiesto per il digiuno, trasformando
questo periodo di grazia in un annuncio profetico di un nuovo
mondo, riconciliato con il Signore.
Martirologio Romano:
Giorno delle Ceneri e principio della
santissima Quaresima: ecco i giorni della penitenza per la
remissione dei peccati e la salvezza delle anime. Ecco il tempo
adatto per la salita al monte santo della Pasqua.
|
L'origine del Mercoledì delle ceneri è da
ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il
sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità
attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che
l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da
una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una
riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una
celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio
nella vita del penitente; da una espiazione, previa
all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione,
successiva all'assoluzione".
La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione
pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava
inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati
assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo
il gesto dell'imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli
e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare
l'importanza di questo segno.
La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle
ceneri.
1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione
dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco
parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen
18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria
esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha
gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb
30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata
questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap
2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).
2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente
del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato
cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico
della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della
predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a
Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al
più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò
dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a
sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita
invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a
liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che
abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e
cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani
davanti al Signore" (Gdt 4,11).
La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri
conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle
formule di imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in
polvere ritornerai" e "Convertitevi, e credete al
Vangelo". Adrien Nocent sottolinea che l'antica formula
(Ricordati che sei polvere...) è strettamente legata al gesto di
versare le ceneri, mentre la nuova formula (Convertitevi...)
esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa
celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una
soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non
risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la
nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio
il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere
e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".
Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo
l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre può
essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema
celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia,
imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione
solenne del tempo di quaresima, congedo.
Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni
eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una
celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia
posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino
di conversione che si sta iniziando.
Autore: Enrico Beraudo
|
Un
esempio: DIO è
PADRE (Dicita
come password noi) |